Questioni di paternità…

La cattura dell’allocco degli Urali ha avuto una risonanza mediatica incredibile, tanto che ci siamo ritrovati su molti giornali, locali e non!!!

Ci fa molto piacere che questa notizia abbia suscitato un grande interesse, come ci fa molto piacere che si parli della stazione di inanellamento del Pizzoc, ma non possiamo nascondere una certa amarezza nel constatare che nessuno dei giornalisti o degli autori degli articoli ci abbia contattati direttamente per farsi raccontare la cattura…la maggior parte delle informazioni riportate sono state scopiazzate da questo blog o dalla pagina facebook, peraltro senza citarle esplicitamente. Lo stile giornalistico non è uno stile tecnico-scientifico, siamo d’accordo, ma sono state riportate numerose inesattezze di cui non possiamo certo addossarci la colpa.

Ci sembra pertanto doveroso fare un po’ di chiarezza sulla questione da parte di chi ha materialmente effettuato la cattura.

In primo luogo l’individuo catturato è una conferma della presenza della specie nella foresta del Cansiglio, dove è nota al mondo scientifico già dal 1997. A dispetto del nome infatti questo grande gufo è presente non solo nelle foreste dell’Europa orientale e settentrionale, ma anche in Slovenia e ai confini nord-orientali del nostro Paese, dove esistono popolazioni ben strutturate. Al momento, vista anche la difficoltà di studiare questa specie prevalentemente notturna, non si sa se gli individui che vivono in Cansiglio sono in continuità territoriale con le suddette popolazioni dell’Italia nord-orientale, e sono necessarie ulteriori indagini per chiarire meglio quest’aspetto.

Adesso il “nostro” allocco ha un anello metallico con sopra inciso un numero ed un indirizzo, quello del CNI, Centro Nazionale di Inanellamento, che si occupa della gestione di tutti i dati di inanellamento e che li mette in rete in tutta Europa, e che in Italia fa riferimento all’ISPRA.
Gli anelli vengono affidati dal CNI a singoli inanellatori esperti certificati da ISPRA, che svolgono attività di inanellamento scientifico in specifici progetti di studio approvati e/o coordinati dall’agenzia ambientale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (ISPRA).

Nello specifico le attività di ricerca che hanno permesso di catturare l’allocco degli Urali si svolgono al Monte Pizzoc, una delle stazioni del Progetto Alpi, coordinata da me, Andrea Favaretto, all’interno di un importante progetto nazionale di ricerca e conservazione sulla migrazione autunnale in Italia denominato “Progetto Alpi”, a sua volta coordinato dal MUSE di Trento e dall’ISPRA. Il Progetto Alpi è mirato principalmente allo studio delle strategie di migrazione dei Passeriformi, cioè specie di uccelli della taglia di un passero o poco più…la cattura dei rapaci è frequente ma non è lo scopo principale del nostro lavoro. Il fine del progetto Alpi è quello di produrre dati nel tempo che permettano anno dopo anno di comprendere le dinamiche della migrazione con scopi di CONOSCENZA, MONITORAGGIO E CONSERVAZIONE, temi che sono di grande attualità ed emergenza nella difesa delle risorse naturali e della biodiversità.

Dal punto di vista strettamente operativo l’allocco è stato estratto dalle reti da Valentina Lai, che è una aspirante inanellatrice, e dunque autorizzata a svolgere queste delicate mansioni, e nostra collaboratrice, coraggiosa e abile.
Valentina è parte di un gruppo più ampio di persone, italiane e non, composto da inanellatori esperti, studenti provenienti da molte università italiane (Roma, Firenze, Padova, Venezia, ecc.), biologi, phD e tanti altri che, grazie alla loro partecipazione volontaria, rendono possibile un progetto così faticoso e impegnativo come il Progetto Alpi.
Quello che si fa al Pizzoc è sì su base volontaria, ma è un lavoro vero e proprio che queste persone, opportunamente formate ed istruite, portano avanti anche per conto dello Stato, vista la mole di dati che forniscono ai fini del monitoraggio della biodiversità, uno degli obblighi ambientali del nostro Paese che, senza l’apporto di questi volontari, non potrebbe essere svolto.

La possibilità di tenere aperta la stazione del Monte Pizzoc e la sua partecipazione al Progetto Alpi è stata possibile grazie all’unico finanziamento che riceviamo: quello dell’Associazione “Libera Caccia” di Treviso, che si è presa a cuore questa attività e ha deciso appoggiare la ricerca scientifica pura negli scorsi 5 anni! Oltre a ciò ci sostiene l’ex Corpo Forestale dello Stato, Ufficio per la Biodiversità, ora Carabinieri Forestali, che ci permette di alloggiare presso le loro foresterie. Certo, sarebbe bello essere sostenuti anche da altri enti impegnati nel monitoraggio e nella conservazione, ma ad oggi la situazione è questa.

Come ben sanno i nostri “finanziatori”, ma non necessariamente gli altri, noi siamo un gruppo di persone formate professionalmente che svolgono attività di ricerca in maniera assolutamente autonoma e rigorosa, secondo precisi protocolli scientifici condivisi con ISPRA e con il MUSE.
L’ affibiarci etichette del tipo “cacciatori”, oppure “ambientalisti”, oppure altro ancora è un esercizio che non ci tocca, oltre che essere una pratica sciocca.

Ma la nostra attività non si ferma alla sola ricerca, infatti facciamo anche formazione e divulgazione, dedicando il nostro tempo anche a tutti i visitatori che passano alla stazione e organizzando visite con le scuole, al fine di far capire alle nuove generazioni che non esistono solo gli smartphone o i tablet, ma anche una natura che va vissuta e conosciuta!

In conclusione, non abbiamo avuto particolari meriti nella cattura dell’allocco degli Urali; è stato lui che si è distratto e si è fatto catturare!
il nostro merito semmai è la costanza di monitorare giorno e notte il valico da 5 anni per 5 settimane, e il nostro obiettivo è proseguire negli anni.

E se di merito bisogna parlare, ci possiamo consolare pensando a quanto sforzo, impegno, fatica, sudore e difficoltà ci sia in questo lavoro.

Alle prossime catture,

Dott. Andrea Favaretto

 

6 commenti su “Questioni di paternità…

  1. bravi e complimenti a tutti i volontari per il magnifico e importante lavoro che fate, apprezzato da molta gente che vi segue in silenzio seguendovi con attenzione e passione

  2. Andrea GRAZIE
    a nome mio e di tutti i collaboratori della neonata stazione del Progetto Alpi di Malga Confìn, Parco Naturale delle Prealpi Giulie.
    Grazie per la tua chiarezza e la perfetta sintesi di ciò che è il nostro Lavoro sul campo, per almeno cinque settimane all’anno, Grazie per aver chiarito ancora una volta chi siamo, cosa facciamo e come lo facciamo.
    non sarà l’ultima volta che dovremo farlo, ma grazie ancora per questa volta in cui ti sei preso l’onere di farlo in maniera impeccabile.
    Un caro saluto a te ed ai tuoi collaboratori tutti da parte nostra,
    Fulvio BARBARINO, drettamente dalla stazione di Malga Confìn,Parco Naturale delle Prealpi Giulie.

  3. Complimenti Andrea per la chiarezza e la competenza con cui hai esposto le finalità del progetto che con passione porti avanti da anni.Ti ringrazio inoltre perché da cinque anni ormai mi dai la possibilità di partecipare, seppur con un modesto contributo, a questa meravigliosa esperienza. Nelle montagne dietro casa e a contatto con la natura selvaggia ho visto inaspettatamente realizzarsi i miei sogni di bambina. Grazie a tutto il simpatico gruppo di umani giovani e meno giovani sempre accoglienti ed ospitali
    Susanna

  4. Grazie perchè con una enrome mole di lavoro a titolo gratuito mettete in pratica i dettami della conservazione della biodiversità che contraddistingue i nostri ambienti!

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